top of page

PSICOTERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE

 

La Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale è una terapia di efficacia dimostrata per trattare la maggior parte dei disturbi psicopatologici, come i disturbi d’ansia e di panico, le fobie, il disturbo ossessivo compulsivo, i disturbi depressivi, i disturbi di personalità.  Quest’approccio clinico si basa sul presupposto che alcuni pensieri contribuiscono a mantenere emozioni e comportamenti disfunzionali. Se è vero che è difficile prenderne consapevolezza perché tipicamente noi siamo “dentro” i nostri pensieri, è anche vero che si può imparare a prendere distanza da certe convinzioni, imparare a riconoscere alcune modalità comuni con le quali si presentano e quindi imparare a gestire le emozioni che creano sofferenza. Questo processo di presa di consapevolezza del nostro funzionamento psicologico è attuabile attraverso il dialogo con il terapeuta, in una relazione protetta e autentica.

IMG-0248.JPG

ORIENTAMENTO EVOLUZIONISTA

 

La prospettiva evoluzionista apporta importanti scoperte soprattutto nell'ambito dello studio delle emozioni umane. Le emozioni sono parti di sistemi più complessi che hanno lo scopo di regolare il comportamento umano. L'esempio più comune è quello della paura: la percezione di uno stimolo minaccioso genera l'emozione di paura e il comportamento di fuga. La sequenza "minaccia-paura-fuga" è tanto più efficace quanto più veloce. Quindi, l'evoluzione ha selezionato una modalità molto efficace che ci predispone ad una azione intelligente: le emozioni. Tendiamo a pensare alla mente come l'insieme di una parte razionale che motiva e coordina le nostre azioni, e una parte che perlopiù crea "interferenza" e ostacola i processi razionali, ossia la componente emotiva. Oggi invece sappiamo bene che le emozioni (non la razionalità) sono il vero motore dei nostri comportamenti: esse guidano le decisioni e anticipano, non necessariamente in modo conscio, gli esiti futuri dell'azione. 

IMG-0305.JPG

ORIENTAMENTO COSTRUTTIVISTA

 

Tre sono i capisaldi dell'approccio costruttivista; il primo riguarda la natura della relazione tra l'uomo e il mondo: lungi dall'essere oggettivamente data, la realtà è strettamente legata a chi la osserva tanto che si può dire che ogni essere umano nel conoscere il mondo in un certo senso lo "costruisce" in un modo prettamente soggettivo e personale. In secondo luogo, la mente umana interagisce con il mondo esterno cercando di mantenere la propria coerenza interna, ossia spostando di volta in volta il proprio punto di equilibrio. Da questi presupposti teorici segue il grande principio clinico proprio della terapia costruttivista: l'obiettivo non è cambiare convinzioni, bensì prendere consapevolezza del proprio unico e singolare modo di attribuire un significato a quello che ci succede. L'orientamento costruttivista è ampiamente validato a livello internazionale: gruppi clinici e di ricerca sono attivi in Europa e negli Stati Uniti, Canada, Australia, Cile e Messico.

IMG-0309.JPG

TERAPIE DI TERZA ONDATA

 

A partire dagli anni ’50 nascono e si sviluppano le terapie comportamentali, dagli anni '60 si impone in cognitivismo da cui in America nasce e si sviluppa la psicoterapia cognitivo comportamentale. Con il termine terapie di terza ondata ci si riferisce a tutte le nuove forme di psicoterapia che si evolvono a partire dalla terapia cognitiva standard, aventi come scopo un lavoro sui processi cognitivi che sostanziano e mantengono i differenti sintomi da cui deriva disagio mentale. Acceptance and Commitment Therapy, Mindfulness e terapia metacognitiva sono alcune delle più famose. 

Le terapie della terza onda si configurano come la naturale evoluzione delle terapie cognitiviste con evidenza di efficacia. Questi trattamenti sono finalizzati alla costruzione di repertori ampi, flessibili ed efficaci per il fronteggiamento della situazione più che all’eliminazione di problemi accuratamente definiti. La relazione terapeuta-paziente e l’esperienza (comportamentale, emotiva e cognitiva) all’interno della sessione diventa il principale strumento di cambiamento. Nelle pratiche di meditazione mindfulness per esempio, si viene invitati a portare la nostra attenzione intenzionalmente a sensazioni o pensieri nel momento presente in maniera non giudicante. Può diventare un allenamento mentale che insegna a conoscere se stessi osservando le nostre aspettative e giudizi e gentilmente lasciandole andare via.

IMG-0316.JPG
bottom of page